Sabato 26 Maggio – Venerdì 1 Giugno 2012 @ Biblioteca Civica Lino Germani – via C.Battisti 8, Albairate:

-La SETTIMANA dell’ARTE 2012 -
II Edizione

Tema di quest’anno sarà la Scultura con l’esposizione, negli spazi forniti dalla Biblioteca, delle sculture in terracotta dell’artista milanese MARIA LUISA RITORNO.

Evento promosso e organizzato dal Gruppo Artisti Albairatesi “La Fagiolina”.

Maria Luisa Ritorno è nata  a Milano, dove vive e lavora. Dopo il Liceo Artistico frequenta il corso di Scenografia all’Accademia di Brera, con Tito Varisco e Guido Ballo. Dal 1957 inizia la sua attività di docente in varie scuole statali, cercando  di sviluppare  negli allievi una libera creatività, consapevole eppure anti-accademica. Si dedica alla pittura, e si confronta con altre tecniche, quali la cartapesta, la ceramica, lo sbalzo su rame. Attratta dall’arte negra, crea maschere. Nel 1999 diviene socia della Famiglia Artistica Milanese, dove può consolidare le sue esperienze di scultura e modellato. Il suo è un percorso di ricerca plastica in un primo tempo figurativo, successivamente svolto verso una stilizzazione della figura, con l’urgenza di inserire nello spazio forme in movimento che tendano ad un risultato di equilibrio e di armonia. Dal 2001 inizia a partecipare ad importanti  eventi espositivi. Nel 2002  è presente nella   Collettiva “La scultura”, organizzata dall’Associazione Caleidoscopio al Centro Espositivo delle Erbe di Carrara. Con Matthew Spender, Oliviero Bertolaso, Giancarlo Tremontin e altri,  espone in  una mostra itinerante (“Elogio della mano”) a Carrrara, nella Chiesa del Suffragio e a Volterra nel Palazzo dei Priori. Aderisce a numerose manifestazioni artistiche sul territorio nazionale, ricevendo segnalazioni e premi, tra i quali: in più edizioni, il premio di scultura “Cesare Pavese”; per due volte viene premiata al concorso  nazionale “Città di Novara”; il primo  premio di scultura alla Biennale d’Arte di Sciacca nel 2004; e il primo premio alla mostra-concorso “Otto Marzo: Omaggio alla Donna Attraverso l’Arte”, promossa dal Comune di Milano presso il Centro Artistico Culturale Milanese nel 2009. Nel 2008 è presente in tre mostre organizzate dal “Museo della Permanente” di Milano: a Garbagnate Milanese, “Scultori della Permanente: 51 artisti in Mostra”; a Desio, Villa Tittoni, “Artisti della Permanente”; a Gravedona, Palazzo Gallio, “Artisti della Permanente”. Partecipa con un suo dipinto sul Canto Trentunesimo del Purgatorio alla mostra  “Dante –100 Artisti per 100 Canti”, organizzata alla Società Umanitaria di Milano dalla Cooperativa “Il Raccolto” con la presentazione di Rossana Bossaglia. Si citano, tra le sue “personali”: la mostra alla Libreria Bocca di Milano, quella al “Pozzo delle Arti” di Capalbio e, nel 2008, alla Società Umanitaria di Milano. Nell’agosto 2009, compare con una personale, “Forme nello Spazio”, in una mostra virtuale, nella artgallery del sito di Tanino Ferri. E’ socia della Permanente di Milano e del Centro Artistico Culturale Milanese. Sue opere fanno parte di numerose collezioni private.

Puoi osservare le sculture di Maria Luisa Ritorno sul sito dedicato: http://www.marialuisaritorno.it/index.htm

L’ARTE IN TRASFERTA VACINO A CASA TUA…Un’occasione da non perdere!

Maria Luisa Ritorno – Lo Spazio Entra nella Forma -

Sabato 26 Maggio – Sabato 9 Giugno 2012 @ Derby Bar, P.zza P.ta Genova, Milano:

- MOMENTI SPECIALI -

Personale Pittorica  di
LORENZO OLDANI (detto Il Tratticello)

L’artista albairatese, fondatore del Gruppo Artisti Albairatesi “LA FAGIOLINA”, sfonda la barriera della Metropoli Milanese con una mostra pittorica personale di acquarelli dal tratto inconfondibile, procurandosi una meritata occasione di mettere in mostra la propria pittura peculiare, curata ma passionale. L’arte albairatese sbarca in città!

Ingresso libero!

Palermo 23 Giugno 1992: TRIGESIMO DELLA STRAGE DI CAPACI

Chiesa di San Domenico. Paolo Borsellino arriva alla chiesa a piedi da Piazza Magione insieme alla sorella Rita, la scorta e a 30.000 ragazzi, di tutta Italia, in un’imponente fiaccolata. Tra gli applausi scroscianti, che riempiono le navate, Borsellino si avvicina al pulpito, prende il microfono e di colpo cala il silenzio, un silenzio assoluto.

Giovanni Falcone lavorava con perfetta coscienza che la forza del male, la Mafia, lo avrebbe un giorno ucciso. Francesca Morvillo stava accanto al suo uomo con perfetta coscienza che avrebbe condiviso la sua sorte. Gli uomini della scorta proteggevano Falcone con perfetta coscienza che sarebbero stati partecipi della sua sorte. Non poteva ignorare, e non ignorava, Giovanni Falcone, l’estremo pericolo che correva, perché troppe vite di suoi compagni di lavoro e di suoi amici sono state stroncate sullo stesso percorso che egli si imponeva.

Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché non si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! La sua vita è stata un atto d’amore verso questa sua Città, verso questa Terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, e per coloro che gli sono stati accanto in questa meravigliosa avventura, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa Terra qualcosa, tutto ciò che era ed è possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa Città e la Patria cui appartiene.

Qui Falcone cominciò a lavorare in modo nuovo. E non solo nelle tecniche di indagine. Ma anche consapevole che il lavoro dei magistrati e degli inquirenti doveva porsi sulla stessa lunghezza d’onda del sentire di ognuno. La lotta alla Mafia non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità.

Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo d’entusiasmo, conseguente ai dirompenti successi originati dalle dichiarazioni di Buscetta, mi disse: “La gente fa il tifo per noi!” E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice. Significava soprattutto che il nostro lavoro, il suo lavoro, stava anche sommovendo le coscienze, rompendo i sentimenti di accettazione della convivenza con la Mafia, che costituiscono la sua vera forza. Questa stagione del “Tifo per noi” sembrò durare poco, perché ben presto sopravvennero il fastidio e l’insofferenza per il prezzo che la lotta alla Mafia, la lotta al male, costringeva la cittadinanza a pagare. Insofferenza alle scorte, insofferenza alle sirene, insofferenza alle indagini, insofferenza a una lotta d’amore che costava però a ciascuno non certo i terribili sacrifici di Falcone, ma la rinuncia a tanti piccoli o grandi vantaggi, a tante piccole o grandi comode abitudini, a tante minime o consistenti situazioni fondate sull’indifferenza, sull’omertà o sulla complicità. Insofferenza che finì per provocare e ottenere, purtroppo, provvedimenti legislativi che, fondati su un’ubriacatura di garantismo, ostacolarono gravemente la repressione di Cosa Nostra e fornirono un alibi a chi, dolorosamente o colposamente, di lotta alla Mafia non ha mai voluto occuparsi.

In questa situazione Falcone andò via da Palermo. Non fuggì. Tentò di ricreare altrove, da più vasta prospettiva, le condizioni ottimali per il suo lavoro. Per poter continuare a dare. Per poter continuare ad amare. Venne accusato di essersi avvicinato troppo al potere politico. Menzogna! Qualche mese di lavoro in un Ministero non può far dimenticare il lavoro di dieci anni. E Falcone lavorò incessantemente per rientrare in Magistratura. Per fare il magistrato, indipendente come lo era sempre stato, mentre si parlava male di lui, con vergogna di quelli che hanno malignato sulla sua buona condotta.

Muore, e tutti si accorgono di quali dimensione ha questa perdita. Anche che per averlo denigrato, ostacolato, talora odiato e perseguitato hanno perso il diritto di parlare. Nessuno tuttavia ha perso il diritto, e anzi il dovere sacrosanto, di continuare questa lotta. Se egli è morto nella carne, è vivo nello spirito, come la fede ci insegna; le nostre coscienze, se non si sono svegliate, devono svegliarsi! La speranza è stata vivificata dal suo sacrificio, dal sacrificio della sua donna, dal sacrificio della sua scorta. Molti cittadini, è vero, ed è la prima volta, collaborano con la giustizia nelle indagini concernenti la morte di Falcone . Il potere politico trova, incredibilmente, il coraggio di ammettere i suoi sbagli e cerca di correggerli, almeno in parte, restituendo ai magistrati gli strumenti loro tolti con stupidi pretesti accademici. Occorre evitare che si ritorni di nuovo indietro, occorre dare un senso alla morte di Giovanni, alla morte della dolcissima Francesca, alla morte dei valorosi uomini della sua scorta.

Sono morti per tutti noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera; facendo il nostro dovere, rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici, rifiutando di trarre dal sistema mafioso i benefici che potremmo trarre ( anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro); collaborando con la giustizia, testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere, anche dentro le aule di giustizia: troncando immediatamente ogni legame di interesse, anche quelli che ci sembrano più innocui, con qualsiasi persona portatrice di interessi mafiosi, grossi o piccoli; accettando in pieno questa gravosa e bellissima eredità di spirito.

Dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo…”

Sabato 26 Maggio, h 21:00 @ Biblioteca Civica Lino Germani – via C.Battisti 8, Albairate

- RECITAL per PIANOFORTE -
Performance dal Vivo di VALERIA TONNA
Musiche Classiche da Bach, Franck, Chopin…

Serata di apertura della “SETTIMANA dell’ARTE 2012 in Biblioteca. Ingresso libero!

Valeria Tonna nasce a Catania ed inizia lo studio del pianoforte in giovanissima età con il padre Antonello, pianista e musicista. Allieva poi del Maestro M.Giliberto e del Maestro C.Ratto presso l’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania, si sposta a Pavia presso l’Istituto Musicale “F.Vittadini”, dove consegue il diploma con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida del Maestro Andrea Turini. Vincitrice di numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il “Concorso Pianistico Antonio Trombone per Giovani Pianisti”, il “II°International Glenn Gould Competiton di Poggibonsi”, il “Concorso Nuovi Orizzonti di Arezzo, il “Concorso Città di Polistena”, l’ “XI° Concorso Internazionale Città di Racconigi”, il “II° Concorso Pianistico Nazionale Paolo Agostini” città di Prato, il “III° Concorso Internazionale Giovani Talenti” di Voghera, la Borsa di Studio “Simone D’Agostino” al “V Corso d’Interpretazione Musicale Città di Polistena”. Valeria Tonna svolge attività concertistica , riscuotendo ovunque positivi consensi e spaziando nel repertorio includendo anche brani da lei stessa composti. Sia come solista che in formazioni cameristiche ha collaborato con diversi enti musicali ed Associazioni ed ha suonato in varie città italiane. Dal 2009 suona con il flautista genovese Fabio De Rosa col quale ha recentemente tenuto un concerto a Monaco di Baviera sull’integrale delle Sonate per Flauto e Continuo di J.S.Bach. Ha studiato composizione sotto la guida del Maestro G.Ferrauto presso l’Istituto Musicale “V.Bellini” di Catania e ha diretto il coro “San Michele” presso la parrocchia di San Michele in Acireale dall’anno 2000 all’anno 2002, impegnandosi anche nella ricerca e realizzazione di antichi canti popolari siciliani. Ha appena conseguito la laurea presso il Conservatorio della Città di Pavia. La forte passione per la musica la porta a coltivare anche campi di carattere musicale differente. Nel maggio 2002 si classifica al primo posto al “Concorso Nazionale Diesel-U-Music” presentando 2 brani da lei composti e da lei stessa cantati. Ha tenuto quindi un concerto al Rolling Stone di Milano come spalla degli ospiti Giuliano Palma e Gabin , vincendo un anno di promozione discografica. Ha partecipato, vincendo le selezioni alla “Rassegna Sonica Fest 2002″ di Misterbianco, esibendosi insieme ai musicisti selezionati come spalla degli ospiti Avion Travel e Giuliano Palma, inserendo nel cd dell’evento un suo brano live. Nel 2002 ha realizzato il cd autoprodotto “Mind of rainbow” contenente brani di sua composizione.

Sabato 26 Maggio 2012 @ Biblioteca Civica Lino Germani – via C.Battisti 8, Albairate

- LA SETTIMANA dell’ARTE -

Tema di quest’anno sarà la scultura. Per l’occasione verranno esposte, negli spazi adibiti dalla Biblioteca, le sculture in terracotta dell’artista milanese LUISA RITORNO. La mostra sarà visibile Sabato dalle 15:00 alle 19:00, Domenica con apertura speciale della Biblioteca dalle 10:00 alle 18:30, e per tutta la settimana seguente fino a Venerdì negli orari convenzionali di apertura pomeridiana della Biblioteca. Domenica 27 Maggio dalle h 11:00 alle h 12:00 @ Corte Salcano – Albairate, verrà inoltre offerto dalla Biblioteca un breve aperitivo in compagnia dell’artista.

A cura del Gruppo Artisti Albairatesi “LA FAGIOLINA“!

Inaugurazione Sabato 26 Maggio alle h 15:00!

All’interno potrai trovare anche: Sabato 26 Maggio h 21:00, Recital di Pianoforte con brani classici interpretati da Valeria Tonna!

INGRESSO GRATUITO per tutti gli eventi!!!

“BRIGANTI SE MORE”

Il Nuovo Spettacolo Teatrale Autorpodotto dalla Compagnia – TEATRA CORRIGE -

I Briganti del Sud: l’altra Storia dell’Unità d’Italia!

IN SCENA IL PROSSIMO INVERNO!

 

Sabato 19 Maggio @ Corteggiando:
—-> Anteprima allo Spettacolo con Scene di Improvvisazione Teatrale di Strada…a Modalità Itinerante e Interattiva per le via del Paese.

 

17 Marzo 1861: nasce l’Italia Unita!

Un anno prima, Mille uomini partiti in spedizione dalla terra Ligure sbarcano sulle coste della Sicilia e marciano plasmando una nuova nazione: l’Italia. Dalla Sicilia alla Calabria, e da qui al Molise, alla Basilicata, alla Campania. Attraversano terre e oltrepassano villaggi. Lottano con eroico valore contro l’arretrato Regno delle Due Sicilie. Liberano territori e città. Puntano a Roma e ad un posto indelebile nella storia. Qui si fa l’Italia o si muore! La loro marcia dura un anno o poco più e si arresta infine a Teano. L’Italia ormai unita viene consegnata nelle mani del Regno Sabaudo…“Obbedisco!” L’Italia è nata!

Oggi quei valorosi patrioti vengono raccontati come paladini della libertà e dell’indipendenza. Incarnano uno spirito nazionale forte e immortale: loro prima di tutti sono l’Italia. Con coraggio e ardimento hanno portato il progresso alla gente del sud, oppressa e incatenata dal Re Borbone in una dittatura bieca e arretrata. L’arrivo dei Garibaldini in camicia rossa era atteso con trepidazione dagli italiani meridionali…

Lo era davvero?

No. Il Regno delle Due Sicilie era un principato moderno e sviluppato. Già da qualche anno la rivoluzione dell’industria stava cercando fruttuosamente di attecchire nel tessuto sociale borbonico (Scafati, Torre Annunziata, Napoli, Palermo…).Il denaro e l’abbondanza nei raccolti non mancava: tra i Regni Italici, quello Borbonico era il più ricco ed attrezzato, persino più dell’opulento Stato Pontificio (con un patrimonio cinque vole più grande di quello papale). Le tasse e le imposte erano sostenibili. La gente si considerava libera e indipendente. Ogni contadino coltivava con perizia la terra concessa dai Signori trattenendo il necessario di che cibarsi. I mercanti godevano di affermate linee mercantili per trafficare le proprie merci. A Napoli e Palermo giungevano acquirenti da tutta l’Europa per scambiare e acquistare mercanzia. La violenza e il banditaggio erano efficacemente contrastati e intesi come fenomeno raro. Le città erano sviluppate e moderne. Le strade ben mantenute e sviluppate; la ferrovia cominciava allora a diffondersi. Vigeva ordine, rispetto e pace.

I Mille sbarcano nel Regno Borbonico e lo attraversano come un lampo nel cielo. Senza accorgersi del cambiamento che si sta attuando gli Italiani del Sud subiscono una rivoluzione mai richiesta e che mette fine una volta per tutte ad un’età di progresso che forse sarebbe proseguita per anni con enormi potenzialità. I Garibaldini, intanto, avanzano aumentando il proprio organico di villaggio in villaggio: fuorilegge, nullatenenti, sbandati, banditi dal Regno Borbonico per crimini o inadempienze, in cambio della promessa di libertà, riabilitazione e ricchezza in un’Italia Unita, abbandonano terre e famiglie e si uniscono ai Mille. Più che patrioti, criminali e delinquenti…

La folla accoglie e sostiene i nuovi stranieri arrivati credendo nella promessa di una riforma agricola che concedesse la terra in patrimonio ai diretti contadini, senza più destinare la gran parte dei raccolti ai Signori proprietari. Pura demagogia…Un miraggio impossibile e irrealizzabile, ma l’unica promessa possibile da proporre alla gente di un Regno già avanzato e progredito nel quale null’altro mancava. L’idea di possedere una terra tutta propria, seppure impossibile, ammalia fino ad ingannare i contadini meridionali, che credono alle promesse dell’invasore e sostengono così la sua marcia.

Dopo che l’Italia fu unita…

La promessa riforma agricola non venne mai attuata. I contadini rimasero sottoposti ai propri Signori che nel frattempo erano cambiati con l’attuazione del nuovo ordine: nuovo governo, nuovi nobili. Le imposte diventarono più onerose come risultato dell’aumento dei costi: una guerra si era appena conclusa e un piccolo Regno come quello Piemontese si ritrovava ad amministrare un territorio molto più esteso. I commerci si ridimensionarono: molti mercanti Europei non rinnovarono la fiducia nei mercati Borbonici dopo l’insediamento del nuovo governo Piemontese. Lo sviluppo industriale venne abbandonato dal tecnologicamente arretrato Regno Sabaudo. Le comunicazioni e la ferrovie persero di manutenzione e le città arretrarono. Il Meridione venne invaso dagli immigrati del nord e le promesse di riabilitazione e ricchezza non vennero mantenute verso i banditi che avevano integrato le fila Garibaldine: e come risultato il banditaggio iniziò a prosperare e l’ordine a diminuire.

La gente del Sud venne proiettata con l’inganno in una realtà di arretratezza e inciviltà. La domanda che il popolo iniziò a farsi fu: chi sono gli Italiani patrioti?

La risposta fu una solamente: I BRIGANTI!

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CORTEGGIANDO, 19 MAGGIO 2012: LA FESTA DEI CORTILI ALBAIRATESI!
IL GRUPPO TEATRALE – TEATRA CORRIGE
METTE IN SCENA PER LE STRADE DI ALBAIRATE LA STORIA DEI BRIGANTI DEL SUD
SPETTACOLI DI IMPROVVISAZIONE TEATRALE ITINERANTE IN COSTUME
IN ANTEPRIMA ALLO SPETTACOLO TEATRALE AUTOPRODOTTO CHE ANDRA’ IN SCENA IL PROSSIMO INVERNO